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ALLENARSI CON IL DIABETE DI TIPO 1

Updated: May 6
























Allenarsi è un piacere per il corpo e per la mente, ma, a differenza dei soggetti considerati sani, il diabetico di tipo 1 ha bisogno di accortezze in più quando si tratta di organizzare e gestire i suoi allenamenti.


Il diabete di tipo 1 è una malattia cronica che può destare non poche preoccupazioni nei soggetti che ne sono affetti. Fortunatamente, a differenza di molto tempo fa quando ancora non era stata inventata la somministrazione di insulina, oggi è possibile gestire la malattia e vivere una vita normale. Normalità che in un soggetto diabetico dovrebbe essere caratterizzata dalla presenza dell'attività fisica, che, abbinata a una sana alimentazione, è uno degli strumenti chiave che permette di tenere a bada la malattia.


Oggi ti spiegherò come affrontare al meglio il tuo allenamento se soffri di diabete di tipo 1.


Attività fisica e glicemia nel diabete di tipo 1

Al di là degli effetti benefici che l'esercizio ha sull'organismo sia in soggetti sani sia in soggetti affetti da patologie, nel diabetico di tipo 1 praticare attività fisica diminuisce la richiesta di insulina, l'incidenza di complicanze croniche e la morbilità, e migliora il controllo glicemico, il sistema cardiovascolare, la qualità e l'aspettativa di vita.


La risposta glicemica all'esercizio fisico non è uguale per tutti ed è influenzata da diversi fattori che ne determinano l'andamento.


Riduzione dei livelli glicemici (ipoglicemia)

Durante l'attività fisica la probabilità che la glicemia si abbassi dipende soprattutto dall'iperinsulinemia relativa (quando sono presenti sproporzionati livelli di insulina rispetto al glucosio disponibile), dalla durata dell'allenamento (superiore a 30-60 minuti) e dall'intensità, dalla distanza dai pasti (superiore a 3 ore).


In un precedente articolo ho spiegato che il rischio maggiore per un diabetico di tipo 1 che si allena è l’ipoglicemia durante, o nel periodo immediatamente successivo, l’attività fisica.


Se si è verificato un episodio di ipoglicemia nelle 24 ore antecedenti l'allenamento, la risposta ormonale controinsulare è compromessa, pertanto è consigliabile allenarsi con molta cautela. Inoltre è necessario fare molta attenzione all'ipoglicemia notturna che può portare a un senso di malessere e stanchezza fin dal risveglio diminuendo di conseguenza la capacità dell'individuo di identificare ulteriori episodi di ipoglicemia.


Il controllo dei livelli glicemici è essenziale nel diabetico di tipo 1. Ripetuti episodi di ipoglicemia compromettono le risposte ormonali controinsulari aumentando il rischio che si verifichino ulteriori episodi in futuro.


Aumento dei livelli glicemici (iperglicemia)

Un aumento della glicemia può essere dovuto a un'eccessiva assunzione di carboidrati prima e durante l'allenamento, a esercizi molto intensi, estenuanti, e a ipoinsulinemia (quando la concentrazione di insulina nel sangue non è sufficiente a far fronte ai livelli glicemici).


Livelli glicemici stabili

Generalmente un soggetto sottoposto a terapia insulinica riesce a mantenere la glicemia stabile grazie al giusto dosaggio di insulina, a un'alimentazione adeguata e a esercizi di breve durata.


Sarà pertanto importante definire con il proprio medico curante la terapia insulinica più adatta (tipologia e dose), saper gestire i tempi di somministrazione ed effettuare l'iniezione in una zona del corpo non sottoposta a esercizio.


Inoltre, controllare il proprio metabolismo e l'alimentazione prima e durante l'attività, stabilire la giusta intensità e durata dell'esercizio, e tenere in considerazione la temperatura dell'ambiente sono tutti elementi chiave che non possono essere tralasciati se si vogliono evitare condizioni di ipoglicemia e iperglicemia.


Gestire l'allenamento con il diabete di tipo 1

Per un diabetico di tipo 1 avere una buona conoscenza della malattia e degli effetti dell'esercizio sul proprio organismo è determinante al fine di ottenere i risultati desiderati e sapere quando fermarsi per evitare eventi spiacevoli.


Parlando in generale prima di iniziare l'allenamento (30 minuti prima) è necessario controllare la glicemia nel sangue e la chetonuria nelle urine. In presenza di chetonuria (corpi chetonici nelle urine) meglio evitare di allenarsi, se invece la glicemia non è ai livelli desiderati (7-12 mmol/L) bisognerà assumere carboidrati.


Il glucosio metabolizzato nei muscoli è pari a circa 1g/kg/hr. Per affrontare un allenamento della durata di un'ora il soggetto diabetico di tipo 1 avrà bisogno di circa 30-60g di glucosio e se ci fossero segnali di malessere durante e dopo l'allenamento bisognerà assumere subito bevande zuccherate (succo di frutto) o cibi zuccherati (caramelle, bustine di zucchero, compresse/gel di glucosio). La glicemia nel sangue dovrà essere controllata anche dopo l'allenamento. Non iniettare l'insulina nei distretti corporei che si stanno allenando.


Queste sono indicazioni generali, vediamo ora un paio di situazioni più specifiche in cui potrebbe trovarsi un soggetto sottoposto a terapia insulinica.


Allenamento non programmato

Ipotizziamo che non sia un giorno d'allenamento, ma hai voglia di allenarti. Prendi le tue cose, vai in palestra e cominci a spingere, fine. Per il diabetico di tipo 1 non è così semplice, vediamo come si dovrà comportare.


  1. Misurare i livelli glicemici nel sangue: se sono vicini alla norma (7-12 mmol/L), mangiare subito carboidrati e mangiarne ancora dopo 20-30 minuti.

  2. Se la glicemia è superiore a 12mmol/L non è necessario mangiare subito carboidrati e si può iniziare l'allenamento. Ricordarsi però di ingerire carboidrati dopo 20-30 minuti.

  3. Se la sessione di allenamento è intensa e protratta nel tempo (30-60 minuti), diminuire la dose di insulina successiva all'allenamento e aumentare l'apporto di carboidrati.


Allenamento programmato

In un allenamento programmato il diabetico di tipo 1 ha tutto il tempo per organizzarsi e preparare l'organismo all'attività fisica fin dai giorni antecedenti la sessione. Di seguito analizziamo i passaggi da eseguire:


  1. Diminuire gradualmente la dose di insulina in base alle proprie esigenze (il giorno stesso o già dai giorni precedenti).

  2. Iniziare l'allenamento 1-2 ore dopo un pasto principale.

  3. Nelle ore successive l'allenamento ingerire carboidrati e se necessario misurare i livelli glicemici.


Considerazioni

Per un individuo affetto da diabete di tipo 1 è fondamentale sottoporsi a controlli medici regolari e informare/educare l'amico con cui si allena, l'allenatore o lo staff della palestra sulla sua condizione di salute e il rischio di ipoglicemia (episodi recenti, difficoltà a controllare i livelli glicemici).


Allenarsi da soli non è una buona idea. Il mio consiglio è di accertarsi sempre che ci sia qualcuno presente e di tenere il cellulare a portata di mano. Ricordarsi inoltre che la risposta glicemica varia non solo da individuo a individuo, ma cambia anche in base all'ambiente in cui ci si allena e all'intensità dell'esercizio.


Prima di concludere questo articolo ci sono alcuni punti che vorrei sottolineare e che vorrei tu prendessi in considerazione se soffri di diabete di tipo 1 o se qualcuno a te caro ne è affetto:


  1. Durante il giorno le variazioni ormonali possono influire sul metabolismo del glucosio e sulla risposta dell'organismo all'attività fisica.

  2. Anche la tipologia di sport può influire sulla risposta dell'organismo all'esercizio: sport intermittenti e complessi come il calcio potrebbero essere problematici.

  3. Evitare di allenarsi entro 24 ore da un severo episodio di ipoglicemia.

  4. Adeguare l'alimentazione e la dose di insulina man mano che si progredisce nel programma di allenamento.

  5. In caso di complicanze significative potrebbe essere necessario ridurre le attività ad alto impatto e prediligere attività più leggere.


Se non soffri di diabete di tipo 1, tutti questi accorgimenti potrebbero farti pensare che la vita del diabetico è piuttosto complicata, e infatti lo è! In questo articolo ho parlato solo di attività fisica, ma nella vita di tutti i giorni sono molte le cose che un diabetico di tipo 1 deve considerare e a cui prestare attenzione.


Fortunatamente la scienza ha fatto molti passi avanti e la malattia ora è gestibile, ma purtroppo non hanno ancora scoperto come prevenirla e quale sia la causa specifica. A differenza invece del diabete di tipo 2, per il quale si può fare davvero molto per prevenirlo, ma di questo te ne parlerò nel prossimo articolo.





























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